Volo in temporale

 

E la storia di un’esperienza vissuta personalmente durante il campionato francese 2006 nelle alpi del sud della Francia . L’ho scritta dopo aver lungamente analizzato le differenti fasi di questo volo che mi ha profondamente marcato e dal quale ne ho tratto parecchie utili lezioni.

4 giorni di gara su 9 si sono già svolti, la competizione é intensa e la mia motivazione enorme. Fisicamente sono già “suonato”, in 4 manches ho accumulato circa 8 ore di volo e un totale di 430 km percorsi. Le condizioni meteo di quest’oggi prevedono rischio di temporali per il pomeriggio, il direttore di gara non esclude di annullare la gara in volo. Al briefing, un circuito di 87.5 km con 3 boe da “girare” ci viene imposto, mentre assistiamo già a grosse formazioni cumuliformi sui versanti al sole. Montaggio, preparazione del materiale, strategia di gara e navigazione da vedere..... sono le 12.30 quando decollo dietro al gruppo di testa. Riesco subito a trovare una “bomba” termica a 6.5 m/sec. e in pochi minuti mi ritrovo sotto cumulo a 3300 metri in compagnia di una decina d’ali concorrenti. La ricezione in radio é pessima e poco dopo le batterie rendono l’anima. Non é grave mi dico e resto concentrato per andare a girare la boa n.1 a 12 km verso ovest. A una media di 95 km/hr e incollato al gruppo mi “mangio” la boa n.1 e schizzo verso la n. 2  su un traversone di 35 km verso nord –ovest. Le condizioni in volo sono “cattive” con valori di salita media di 6 m/sec, forti turbolenze e evoluzione temporalesca preoccupante. Si sta “chiudendo” un pò dappertutto e le turbolenze mi mettono fisicamente a dura prova nel pilotaggio dell’ala. Il gruppo di testa comincia a fare la differenza, ma stringo i denti, cerco continuamente la migliore posizione aerodinamica e tiro sulla barra di controllo per non farmi “mollare”. Velocità di transizione media 90 km/hr e prendo delle sberle incredibili. Lontano a nord-est non si vedono più le montagne, é tutto chiuso e un enorme cumulo Nembo sovrasta la zona, tuoni e fulmini rimbombano nelle vallate. Continuo il percorso verso la boa n.2, nella mia testa ho un circuito di 87.5 da chiudere imperativamente e fin che vedo il gruppo di testa andare avanti, vuol dire che avanti ci andrò anch’io !! Seguito da una “nuvola” di concorrenti, giro la boa n.2 e prendendomi delle “legnate” da paura, viro ad est verso la boa n.3 a 18 km. Brutta sorpresa, si distingue chiaramente un cumulo Congesto scaricare un muro di pioggia tanto da sembrare una cascata a cielo aperto ! Sono a 3200 m, la “ porta” verso la boa n.3 é chiusa, si sale dappertutto !! Vedo chiaramente un gruppo di quattro concorrenti infilarsi e scomparire nella pioggia seguiti senza alcun indugio da 2 piloti che mi precedono. Sono “nella” gara e la mia mente mi detta una sola e unica cosa : Boa n.3 e 22.5 km per chiudere il circuito! Sono assolutamente cosciente che sto andando a prendermi una “bella doccia” ma se i “signori” davanti non si lasciano intimorire non vedo proprio perché dovrei lasciarmi intimorire io ! Tiro sulla barra e continuo senza nessuna esitazione. I due piloti che mi precedevano sono “ingoiati”  dal muro d’acqua e spariscono, la rotta da seguire per la boa n.3 é quella, sento che il “giro in giostra” tocca a me. Le prime goccie non tardano e progressivamente l’intensità della pioggia aumenta al punto che l’ala diventa instabile e picchia di colpo in avanti ! L’acqua sul profilo alare perturba lo scorrimento dell’aria, la mia macchina volante ha reazioni anormali e imprevisibili, devo aumentare la velocità per avere un miglior controllo !! L’acqua mi entra negli occhiali, non vedo neanche più gli strumenti che sono a 20 cm alla mia destra e come se non bastasse....... SBRANG..... mi prendo un’enorme “sassata” sul naso ! Porca  puttana, grandine !!! In pochi secondi sono letteralmente mitragliato, ho male e, spaventato, abbasso la testa per proteggermi il viso ma  mi stò facendo martoriare mani, braccia e spalle, il rumore sulla vela é terrificante. Tiro ancora per scappare da questo casino, mi sento sprofondare, visibilità zero, l’acqua mi entra dappertutto, sono “stonfo” e l’ala e diventata “un ferro de stiro” ! Affondo come un sasso nella vallata antistante la boa n.3 e senza radio non posso dare la posizione. Ignoro tutt’oggi quanto tempo sia passato in questi momenti, (un’eternità) ma “bucato” il muro d’acqua, sembra che tutto ridiventi “normale”. Il cielo sopra la mia testa, invece, mi fà venire rabbrividire !! Vedo solo due ali concorrenti lontano verso sud (l’arrivo), gli altri piloti che mi precedevano sono spariti e il gruppo che seguiva é bloccato dalla pioggia. I fulmini non sono lontani, la situazione meteo é inquietante, mi ritrovo ad una quota di 1200 metri a 5 km dalla boa n.3. Continuo !! L’ala, asciugandosi ritrova un comportamento “sano”, giro l’ultima boa e fuggo a tutta manetta a sud, unico settore al sole, verso l’arrivo (ancora 22.5 km). Nella fuga ho perso tanta quota da non poter passare una ultima cresta che mi sbarra la strada. Sono a 600 metri dal suolo e a 15 km dall’arrivo, determinato a trovare una ultima termica salvatrice per scavalcare la cresta e schizzare via come un missile verso sud. Perlustrando il versante esposto al vento dominante trovo un timido  + 1.5 m/sec, imposto una spirale e comincio a salire piano piano mentre il cielo diventa sempre più minacciante. Tutto il settore da ovest ad est é nero-piombo sotto un fiume di pioggia, i fulmini sono sempre più frequenti, devo sbrigarmi a salire alla quota sufficiente per permettermi di giungere all’arrivo in un solo e ultimo traversone. Sguardo “inchiodato” sul GPS, aspetto che la  buona quota venga indicata come una liberazione, ma da qui in poi sprofondo in un incubo che non auguro a nessuno. Una saetta schiocca a qualche centinaio di metri alla mia sinistra e distinguo chiaramente il fulmine che va a impattare il suolo. Il tuono seguente mi fa “saltare” nell’imbragatura e la termica passa brutalmente da 1.5m/sec a una “sberla“di 7m/sec. Nella mia testa scatta una molla e la voce “interna” mi urla viaaaa,viaaa, vai viaaa !!!! Tiro sulla barra più che posso, vedo sugli strumenti quota 1800m, 110 km/h di velocità e il valore di salita e ancora  di 5 m/sec !! Mi sto facendo aspirare !!! La massa aerologica si é trasformata in una “pentola à pressione”, l’ala diventa incontrollabile, cerco invano di correggere ma vado a sbattere con le gambe sulla chiglia tirando una testata mostruosa su un montante. Le ali flettono in modo pauroso con dei colpi di frusta sui cavi, perdo continuamente il controllo del delta che imbarda in tutti i sensi. Sono completamente tetanizzato da dover sembrare una statua di marmo, le mie mani si sono trasformate in pinze d’acciaio, la PAURA mi invade, non controllo più né la rotta, né l’ala e neanche più la mia sorte. Sono nell’aspirazione del temporale, in perdizione, come una foglia morta portata dal vento. Ad ogni “sberla” la struttura alare emette suoni agghiaccianti ed é come se stessi aspettando il colpo di grazia che mi faccia esplodere. Le braccia e le spalle mi “bruciano” dal dolore e mi chiedo quanto potrò fisicamente resistere in queste condizioni ? Ancora una volta perdo la cognizione del tempo, sono terrorizzato, urla nel vuoto che nessuno può sentire, mi sento spacciato !! Nei brevi istanti in cui  riprendo il controllo dell’ala, con sforzi disumani cerco di fuggire verso l’unica scappatoia al sole verso sud, ma la brutalità delle turbolenze e tale che non posso che subirla. Ho l’impressione di volare nel passato tanto il sole mi sembra lontano ! Qui dove mi trovo sono già morto, la mia esistenza ”mi aspetta” al sole. La competizione e l’agonismo hanno perso tutta la loro importanza e ogni significato, ora sto “correndo” per la vita, la mia vita che si trova sospesa su un filo tra il sole e l’inferno. Attraverso delle fasi di euforia quando riprendo brevemente il comando e sprofondo nel terrore e nello sconforto quando gli elementi mi ri-bastonano. Non so per quale miracolo e a che momento gli strumenti smettono di “urlare”, mi ritrovo in una “buco” discendente e senza nessuna esitazione mi “tuffo” in una picchiata a 360°. Sei o sette spirali in picchiata a destra e appena la testa comincia a girarmi inverto la discesa a sinistra. Funzionaaaa !! Perdo quota e riesco ad estrarmi dalle morse de temporale !! Continuo alla massima velocità verso sud con continue sovra-correzzioni a causa delle turbolenze. Il temporale scatenato é dietro al mio culo quando giungo all’arrivo a 130 km/h e 300 metri di quota. I piloti e la gente presente sul campo d’atterraggio corrono in tutti i sensi, gli alberi sono “piegati” dalle raffiche di vento, devo scendere al più presto !! Due persone corrono sulla pista pronte ad assistermi nel momento in cui poserò i miei piedi al suolo. Francamente, non so come sono riuscito ad atterrare senza sfracellarmi con un vento del genere !  Le persone dell’assistenza (grazie ancora) si attaccano ai cavi trattenendo l’ala, mi sganciano l’ibragatura e senza nessun motivo, come un automa, intraprendo una “passeggiata senza meta” immobilizzandomi frastornato a guardare il temporale che ci sta arrivando addosso ! Qualcuno viene a “svegliarmi” chiedendomi se mi sento bene e dicendomi che bisogna fare presto a scappare al riparo. Grazie all’aiuto dei presenti la mia ala é smontata in 5 minuti, caricata sulla macchina dopodiché.........scoppia il finimondo !! Nel momento preciso in cui salgo in macchina sotto un diluvio universale realizzo di essere un MI-RA-CO-LA-TO !! Seduto accanto a me Fabien, un pilota in gara, trova che ho una faccia da paura e mi dice che la manche é stata annullata in volo via radio su richiesta dei primi piloti passati sotto la pioggia tra la boa n.2 e n.3. Gli spiego che la mia radio aveva reso l’anima poco dopo il decollo, non ho avuto il messaggio e ho continuato la “mia”gara ! Mi risponde dicendomi che ho avuto proprio un bel culo !! Durante il tragitto verso l’ufficio gara  sono sommerso da una moltitudine di pensieri contraddittori, ho l’impressione di “ritornare” da un altro pianeta, non so se essere fiero di questa performance o semplicemente contento di essere ancora vivo. Una cosa é certa, sono andato aldilà dei miei propri limiti  e ho avuto una fortuna sfacciata !! Fisicamente spappolato, a cena non riesco nemmeno a spalmare un pò di burro su una fetta di pane !!

 

Ho ripensato spesso a questo volo e mi sono reso conto a che punto ero “nella” gara ! La competizione, evidentemente, innesca meccanismi che vanno aldilà della ragione, spronando l’essere umano a superare sé stesso, al punto da renderlo cieco difronte al rischio e insensibile alla “sofferenza” fisica e mentale. In un volo fuori gara difatti, infilarmi in un muro d’acqua non mi sarebbe nemmeno passato per l’anticamera del cervello, sapendo a priori che un deltaplano sotto la pioggia non vola per niente bene. Volare in seguito circondato da temporali, é stata una  pura follia !!

 

Da qualche anno, la competizione e le gare mi hanno procurato soddisfazioni personali immense, ma penso comunque che l’agonismo deve sempre essere intrapreso in maniera costruttiva e non distruttiva come in questo caso estremo, altrimenti tutto ciò non ha più nessun senso. D’altra parte l’importanza di avere a disposizione un materiale al 100 % affidabile é fondamentale ! Nel mio caso una batteria-radio in fin di vita avrebbe potuto costarmi fin troppo caro ed é per questo che quando si compete ad alto livello, non bisogna mai trascurare il minimo particolare, se non altro per avere un’evidente “tranquillità” psicologica che permetta di concentrarsi unicamente sulla “missione” richiesta.

 

Due giorni dopo aver recuperato fisicamente, ho ri-volato  e concluso il campionato al decimo posto in classifica su 82 piloti iscritti. Ciò mi ha permesso di “girare pagina” e di ritrovare immediatamente fiducia in me stesso. Il mio stimolo di continuare il volo in competizione dopo aver vissuto questa esperienza non é andato perso, ma ho una certezza : mi sono preso una bella “ridimensionata” !

 

Vi ho raccontato questa storia di tutto cuore nella speranza che possa essere utile come lo é stata a me........

 

Saluti a voi tutti appassionati di Montanaia Racing.

Piero