DavideVi proponiamo questo bellissimo e sentito test del nostro socio Davide (nella foto) che ci racconta la SUA Mountain Attack. Buona lettura.

Chi l’aveva già fatta ce ne aveva parlato come un’esperienza da farsi almeno una volta nella vita e quindi un bel gruppo MR si è “lasciato” affascinare da quelle parole entusiastiche. Ognuno è partito da casa con la propria sfida: chi iscrivendosi alla Marathon da 3000 metri di dislivello, chi alla Tour di “soli” 2000 metri di dislivello, chi alla vertical da 1000 metri e, infine, chi per passare 3 giorni in allegria e compiendo qualche bella gita in un posto così lontano dalle nostre montagne. Si parte venerdì 17 gennaio, la mattina presto, con la pioggia; a seguire incontriamo la neve al P.sso di M.Croce Carnico che ci lascia solo all’imbocco del Felbertauern sopra Matrei in Oesttirol; infatti all’uscita ci accoglie una bella giornata anche se la neve scarseggia. Finalmente dopo 5 orette di viaggio si arriva a Saalbach dove “velocemente” sbrighiamo le operazioni d’iscrizione facendoci largo tra i circa 1000 atleti che gironzolano per le vie del paese. Chissà perchè questo tipo di gare lunghe e dure attirano diversi skialper desiderosi di massacrarsi per bene! Ci rifocilliamo e si arriva in pensione dove ci si cambia e in breve ci trasformiamo da persone comuni in “super-eroi” dotati di tutina magica…..e via di nuovo a Saalbach, verso la partenza. Subito il mio sguardo viene rapito dal primo muro della pista di Saalbach; proprio quel muro che qualcuno lo ha definito come una bestia che se non l’affronti di petto ma gli mostri il fianco, con un ceffone ti ributta giù (più o meno)……lo proviamo e capisco subito che sarà impossibile salirvi senza essere ributtati indietro e con questo pensiero gravoso ci si porta alla partenza mentre l’adrenalina sale. Qui troviamo il mondo di gente: atleti che scalpitano, pubblico vociante, lo speacker che esalta il momento e non si ha nemmeno il tempo di rendersi conto dove si è che si parte….sci in mano e via lungo la via centrale del paese fino all’inizio della prima salita. Almeno l’inizio non è traumatico come nelle altre gare….ci sono così tanti atleti che, nelle retrovie, si parte camminando e poi con una leggera corsetta contraddistinta dallo sbattere degli scarponi sul selciato e dallo scuotimento dei rampant (tanti sono quelli che se li sono portati dietro, attaccati allo zainetto) si arriva sulla pista. Si calzano gli sci (che ovviamente non ne vogliono sapere di agganciarsi subito) e via verso il primo muro che evito a destra, stando ai bordi, dove sembra più umano; nella parte più ripida, prima con gli sci sullo zaino e poi con diverse inversioni nel bosco riesco a uscire oltre il muro, dove la pista spiana. A parte il fenomeno Alessandro ed i fortissimi Ricky e Stefano, ormai già avanti, e qualche elemento attardato, siamo ancora un bel gruppetto di amici MR che si da coraggio. Ma gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo; le pelli non tengono, fanno zoccolo….. ma non si può perdere tempo….bisogna proseguire. Ma questo fino a quando la gravità inizia a vincere la tua spinta e allora mi fermo, cambio le pelli (ovviamente in un punto che solo stare in piedi è un’impresa). Mi superano in tanti anche il resto del gruppetto MR, riparto con quella di riprenderli ma….niente, oggi non và, non riesco a cambiare il ritmo e allora testa bassa e sperare di arrivare al cambio il più presto possibile. Finalmente si arriva in cima alla prima salita, cambio veloce e giù per la bella discesa ghiacciata. Dura troppo poco è già ora di rimettere le pelli e iniziare la seconda salita. La guardo e inorridisco……azzzzz ma non finisce più! Lo sguardo si alza fino a dove incontro le luci dell’arrivo degli impianti…..praticamente si confondono con le stelle! Parto con pendenze non impossibili ma continue che non mollano mai….a metà (complice anche il pastone di maltodestrine nella borraccia) ho problemi di stomaco…mi vien da vomitare (ma cosa, i gel ingeriti?), penso al ritiro…..no, non si può! Vietato! Ma dove sono gli altri….almeno un po’ di compagnia amichevole mi avrebbe fatto sicuramente star meglio. Ma il grande Mauro non sono mai riuscito a riprenderlo e gli altri del gruppetto iniziale ormai stavano salendo l’ultima pista del giro più corto. Ero solo in mezzo ad ormai pochi sconosciuti…..e allora con la sola forza della mente arranco fino ad arrivare alla fine della seconda salita dopo un traverso così ghiacciato che solo le imprecazioni mi hanno tenuto in piedi! Cambio pelli e giù per la discesona….sempre troppo corta! Si attraversa la strada, fanno fermare le auto (anche se avessero fermato me, non sarebbe cambiato nulla….) e si riparte per la terza ed ultima salita. Mangio un po’ di cioccolata e bevo litri di the (pessimo) e si riparte. Mi sembra di stare meglio di stomaco e questo fatto, aiutato da salite più umane anche se lunghe, mi riconforta. Dai c’è solo questa….sto recuperando su un gruppetto di 5 davanti a me….è ora di dare gas! Ma alla prima stradina di collegamento, quasi in piano, ecco che mi prendono i crampi alle gambe…. Eh già! Mancavano anche i crampi…almeno così non mi sono fatto mancare niente. Ma appena il pendio diventa un po’ più duro, paradossalmente, svaniscono e allora lì ho capito che la gara ormai la potevo finire. Ora mi prefiggo di arrivare al traguardo entro le 5 ore! Finalmente dopo uno sviluppo infinito arrivo alla sommità, saluto e ringrazio tutti contento (quelli dell’organizzazione, gli altri atleti che ormai avevo recuperato) e quando sto per togliere le pelli m’informano che quella è una breve discesa che anticipa un’altra salita! Non ci credo…realizzo che l’idea di stare sotto le 5 ore svanisce…ma ormai siamo qui e allora con le ultime forze arrivo al punto dove veramente comincia l’ultima discesa, quella che porta alla fine dell’agonia. Questa ultima sciata è proprio un godimento, stacco gli avversari che erano con me (un minimo di competizione finale), e arrivo finalmente in paese dove su una striscia di neve in mezzo alle case, con ai lati ancora diversa gente che fa il tifo, taglio il traguardo con emozione e felicità per aver compiuto un’altra, per me, piccola impresa. E da quel momento, per tutto il resto della serata……..FACCIAMO FESTA????!!!!! E poi? Che dire, altri due giorni fantastici con terme, gite, mangiate, bevute e chi più ne ha più ne metta! W l’Austria, W Montanaia Racing, W la Mountain Attack (bè un po’ meno questa….) ed ora si pensa già alle prossime avventure!
Grazie a tutti gli amici con i quali ho passato veramente un week-end indimenticabile!
Mandi, Davide

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Riccardo Padesi

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