Appena usciti da questo weekend “Settembrino” (se basta!) ecco un bellissimo racconto di un nostro socio, che ha vissuto con il cuore questa bellissima gara parte dello “Skyrunners Word Series 2011″:

Canazei, 24 luglio 2011: Dolomites Skyrace.

Ormai era deciso da un po’: io e Stefano avremmo corso la Dolomites Skyrace di Canazei, una gara dal tracciato assolutamente invitante: passo Pordoi, Forc.lla Pordoi, e poi via, in vetta oltre 3000m. Una sky race di quelle che ci si ricorda.
Purtroppo Stefano fa casini con l’iscrizione ed arriva troppo tardi: solo io sono iscritto regolarmente… inutile dire la delusione di entrambi, dal momento che la concepivamo praticamente una gara a coppie, dal canto nostro.
Comunque decidiamo di farla lo stesso, con Stefano che dopo qualche Km s’imbosca di nascosto e corre senza pettorale. Fortunatamente l’evento è sponsorizzato dalla sportiva, che fornisce come gadget un paio di Raptor Rocklite 2.0, il che implica che Macha si trova all’ufficio gara: parla del più e del meno, visto il brutto tempo si sono liberati dei posti: una telefonata e 10 minuti dopo Stefano è regolarmente iscritto e si porta a casa anche lui il pettorale e le scarpe.
Tutto perfetto direte: col cavolo. La sera stessa, dopo una giornata nuvolosa e triste, comincia pure a piovere, e non poco. Spegniamo la luce la sera in teda che viene giù bene, e fa pure un bel freddo. Già abbiamo la sensazione che la Dolomites 2011 non arriverà in vetta, purtroppo.
La mattina la conferma: ha smesso di piovere, ma nonostante le nuvole basse e incombenti si può comunque vedere la linea della neve, che è caduta dai 2700 in su, e fa un freddo cane. A ora che ci siamo vestiti e cominciamo a vagabondare alla ricerca di una colazione, ricomincia pure a piovere. Ore 8.30: il comitato organizzatore posticipa la partenza prima di mezz’ora e poi di un’ora per ritracciare il percorso. Passiamo un’ora tra il Bar ed i multipli cambi d’assetto: prova con la giacca a vento pesante, senza, con la maglia tecnica sotto, con gli occhiali, senza occhiali… insomma, il tempo fa proprio schifo, e decidere come vestirsi per un percorso che non sappiamo nemmeno quanto sarà lungo e quanto in alto arriverà è davvero un casino.
Ore 9:30, la partenza: più di 500 persone sotto la pioggia, un po’ di nervosismo per una gara che.. boh, chissà cosa sarà, se la finiremo interi… già sappiamo che sarà un’infangata come poche. Gli ultimi minuti d’attesa per il via dal comitato organizzatore… e partiti !
Un’emozione vedere queste centinaia di concorrenti come una biscia che risale il piccolo centro di Canazei, e per un’emozione doppia, ripensando con la neve, quando con Luca si ripartiva su per le piste durante il Sellaronda, a notte fonda.
Il primo quarto d’ora è sotto la pioggia, sulla pista da sci; fango alto 4 dita, ma le nostre salomon mordono, e andiamo su benissimo.. andiamo.. Stefano va su benissimo ma io a 1200m/h le rampe faccio un po’ fatica a farle, e il fiato proprio non vuole spezzarsi… fatto sta che mentre lui va su come un metronomo, io arranco sulle rampe, e scatto sui piani tra gli strappi per riprenderlo.. il tira e molla dura un’oretta, mentre dalla pioggia (belli bagnati) passiamo al nevischio e al vento. Il passo sembra proprio non arrivare  più, ma finalmente, 2 dita di neve commista a ruscelli di fango ..  arriva la discesa, e lo spettacolo. Iniziamo un po’ titubanti, visto il terreno, ma poi una spagnola ci supera in volata, facendo zig zag tra i concorrenti indecisi, come un aereo. Uno sguardo, e Stefano dice “la seguo”.. posso essere da meno ? … e giù come due caccia sorpassando a destra e a manca concorrenti su concorrenti, la discesa è un misto tra una pattinata e una caduta controllata a valle, inutile elencare i numeri che facciamo, ma è la discesa più bella della mia vita, voliamo !.
Poi lo shock: salita. Era prevedibile, ma vedersela davanti è vagamente traumatico. Gli addetti ci rassicurano: sono 300m di salita… le gambe dure, i crampi che si affacciano, la voglia solo che di arrivare, tra il bagnato e la discesa fatta davvero troppo veloce.. ma teniamo duro, e di tanto in tanto superiamo addirittura qualcuno con la nostra camminata veloce: ogni tanto conduce Stefano, e io non mollo perché ormai, non si può non arrivare assieme, e qualche volta con uno scatto d’orgoglio conduco io, e Stefano dietro come un metronomo, che mi recupera. 300m… 400m… questa salita non finisce più.. e poi vediamo laggiù in fondo alle piste l’inizio della discesa… è un momento un po’ sconfortante.. ma quasi 500m di dislivello dall’inizio della maledetta risalita finalmente scolliniamo (e qui la spagnola che avevamo alla fine superato ci inforca di nuovo, e non la rivedremo più) e giù di nuovo, questa volta più come due reduci, che spavaldi dietro la spagnola… ogni tanto altri concorrenti si fermano per i crampi, e io più che Stefano viaggio sempre ad un millimetro dal veder partire 3-4 crampi contemporaneamente… e qui parte lo spirito di squadra, e Stefano rallenta per finire assieme, il tempo per riprendermi un po’… miracolosamente, la seconda metà della discesa le gambe si rimettono in moto, e questa volta Stefano arranca per starmi dietro, mentre senza alcun pudore mi butto a valle a 25km/h.
..e poi.. eccolo, l’asfalto, due curve tra le case e appare l’arco d’arrivo, per mano, tagliamo il traguardo a 2h38m00, assieme.
Infangati come pochi, sfiniti come non mai, ma felici di aver vissuto questa gara, partita con il meteo più scoraggiante ma rivelatasi un’avventura, un divertimento ed una sfida. Come sempre i risultati migliori si fanno quando ci si diverte assieme, e si parte con lo spirito dei finisher, più che degli agguerriti.
Alla prossima !
Il Beppuz. “

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Riccardo Padesi

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