Dopo aver portato a termine l’Adamello Ski Marathon il 2 aprile, Mauro Masarin e Davide Fusetti (insieme a Andrea Interbartolo dell’Aldo Moro Paluzza) si sono presentati il 22 aprile a Cervinia alla partenza del Trofeo Mezzalama, la gara di scialpinismo più dura del panorama internazionale.

Nonostante le settimane di preparazione con uscite in quota, acclimatamenti e trasferte in posti lontani delle Alpi (là dove c’era la neve), purtroppo non siamo riusciti a portare a termine la gara.

Dopo aver superato brillantemente in 2 ore e 54 minuti il primo cancello posto dopo 1800 metri di dislivello presso il colle del Breithorn,  non siamo arrivati in tempo al secondo cancello, posto presso il Rif. Quintino Sella, sforando di soli 5 minuti, dopo aver valicato comunque il punto più alto della gara, il M. Castore 4221 metri.

Un gran peccato, visto che lo spauracchio del primo cancello era stato superato, visto che la quota non presentava problemi, nonostante il forte vento e visto che stavamo tutti bene, chi più chi meno.

Purtroppo, una volta passato il colle del Breithorn, è stata sbagliata la strategia di gara nel lungo traverso caratterizzato da alcuni saliscendi che avrebbe portato alla base del Castore.

In quel tratto, laddove quasi tutte le squadre hanno tolto le pelli per essere più veloci, in quanto la neve dura lo permetteva, noi abbiamo percorso questo settore  sempre tenendo le pelli sugli sci, penando non poco ma pensando, comunque, di non perdere più di tanto.

La salita alla cima del Castore, poi, è stata limitata da una fila continua di squadre che non ha permesso un’avanzata veloce e, lungo la successiva affilata cresta, ci sono stati alcuni stop determinati da intoppi tecnici ad alcuni atleti (sci che si sfilavano dagli anelli o ramponi “ballerini”).

La successiva discesa su neve crostosa, poi, non è stata per nulla agevole visto anche l’obbligatorietà di sciare legati.

p1040917Una volta arrivati presso il rifugio Sella la delusione è stata parecchia nel trovare la strada sbarrata dalla fettuccia, soprattutto visto che diverse squadre miste dietro di noi venivano fatte passare in quanto accreditate di 15 minuti in più rispetto alle squadre interamente maschili.

Vedere la gioia di queste squadre nell’avere passato l’ultimo cancello e quindi poter terminare la gara senza avere più vincoli temporali (da lì in poi mancava una sola salita e l’ultima lunga discesa a Gressoney), è stata dura, anche se siamo ben consci di avere fatto tutto quanto era nelle nostre possibilità (l’inesperienza, comunque, è stata probabilmente determinante).

Nonostante l’amarezza rimarrà comunque il ricordo di una grande avventura e la nascita di una straordinaria amicizia e queste sono certezze che rimarranno per sempre.

Non so se tutti noi saremo in grado di ripresentarci fra due anni alla partenza del Mezzalama ma intanto ci abbiamo provato e, sicuramente, abbiamo capito qualcosa in più sia della gara, sia di noi.

Un grazie a Linda e a Debora che all’uscita del canale del Teodulo ci hanno fornito cibo e liquidi caldi e al nostro mitico amico Franz che al Colle del Breithorn era lì presente con il cambio di borraccia.

Un ringraziamento va anche alle nostre famiglie che in questo periodo hanno portato tanta pazienza, visto che ogni fine settimana, per almeno un mese, eravamo ad allenarci in giro per i monti.

Davide

( nella foto da sinistra Davide, Andrea e Mauro all’uscita del canale del Teodulo )

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Michele Caticchio

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